I segnali corretti per aumentare la fertilità - Gravidanzafacile | Scopri cosa mangiare per aumentare la fertilità

I segnali corretti per aumentare la fertilità

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I segnali della fertilità: dalla variabilità alimentare al controllo dei picchi glicemici.

La variabilità alimentare è a mio avviso uno dei fattori più importanti e determinanti nel ridurre l’infiammazione da cibo che risulta essere una delle principali cause alla base dell’infertilità inspiegabile o senza apparente causa.

Infatti, se trasmettiamo sempre lo stesso segnale alimentare all’organismo, rischiamo di aumentare l’infiammazione e di conseguenza di incidere negativamente al raggiungimento del vostro desiderio di diventare mamme.

Se consumi tutti i giorni, sin dal mattino alimenti lievitati e a base di frumento (come capita alla maggior parte dei middle europei) come ad esempio una brioches o dei biscotti, a pranzo un piatto di pasta di semola (di qualunque marca presente in commercio) e a cena una fetta di formaggio da accompagnare a un croccante panino rigorosamente di farina bianca, stiamo trasmettendo sempre lo stesso segnale al nostro organismo.

Cosi facendo rischiamo di andare incontro a un fenomeno di adattamento nei confronti dei cibi che conosciamo perché li mangiamo tutti i giorni con il rischio di diventare intolleranti a tutti gli altri cibi, perché non entriamo mai “ in contatto” con essi.

È anche per questo motivo che consiglio sempre alle mie pazienti accanto alle regole fondamentali che ti sto illustrando, anche di osservare almeno 2 giorni la settimana in cui evitare totalmente alimenti lievitati e a base di frumento (poi approfondiremo meglio il concetto con esempi pratici).

In questo modo permettiamo al nostro organismo di sperimentare nuovi gusti e differenti alimenti, ricavando da essi tutti i principi nutritivi che ci possono supportare in modo funzionale prima e durante la gravidanza.

 

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Il fatto di mantenere durante la settimana dei momenti di delicata reintroduzione, permette di ridurre l’infiammazione generale da una parte, stimolando dall’altra il sistema immunitario a ricreare tolleranza verso le sostanze a cui il sistema immunitario stesso, sta reagendo.

In questo modo, all’interno della qualità di vita è mantenuta anche la possibilità di una gioiosa socialità, così come quella di un gusto tradizionale sulle nostre tavole.

Fare una scelta alimentare differente davanti agli scaffali del supermercato, oltre a salvare la vita, permette una riduzione importante dell’infiammazione da cibo e di conseguenza una ricerca attiva e positiva di un sano e naturale concepimento.

 Il secondo segnale da trasmettere al tuo corpo è quello legato al  CONTROLLO DEI PICCHI GLICEMICI

Il controllo della glicemia è particolarmente importante in una dieta di segnale; già in passato molte altre diete, dalla “Montignac” alla “Zona” hanno dato molta importanza al controllo dei picchi glicemici, sottolineando solo l’effetto ingrassante (azione adipogenetica) dell’insulina richiamata dall’eccesso di zuccheri e al rapido calo zuccherino successivo al picco, in grado di generare nuova fame (ipoglicemia reattiva).

L’altro aspetto fondamentale è quello legato all’azione infiammatoria dello zucchero.

L’insulina come abbiamo accennato in precedenza, è un ormone secreto dalle cellule Beta del pancreas, poste in zone specifiche dette “isole di Langerhans” che costituiscono il cosiddetto pancreas endocrino.

Il suo compito è di agevolare il trasporto di nutrienti presenti nel sangue verso le cellule che li utilizzeranno. Svuotando quindi il sangue dal suo contenuto zuccherino, l’insulina svolge un’azione ipoglicemizzante, in altre parole abbassa il contenuto di zuccheri nel sangue.

L’insulina è l’unico ormone ipoglicemizzante del nostro organismo mentre al contrario abbiamo diversi ormoni iperglicemizzanti (cortisolo, adrenalina, GH, glucagone).

L’insulina quindi è un ormone prezioso: chi non c’è l’ha, deve provvedere farmacologicamente alla sua sostituzione se vuole rimanere in vita.

I suoi effetti però non si limitano all’azione sui nutrienti del sangue ma si manifestano soprattutto all’interno della cellula periferica (muscolare e adiposa) dove, grazie a recettori specifici presenti nella membrana, condiziona il comportamento della cellula stessa spingendola ad accumulare scorte lipidiche e di ripristino delle scorte cellulari di glicogeno (il nostro zucchero di riserva) eventualmente consumate.

Il comportamento dell’insulina è naturalmente diverso a seconda che le cellule siano svuotate di zuccheri o al contrario piene zeppe.

Quando le scorte di zuccheri saranno ripristinate, il contenuto nutritivo residuo del pasto sarà indirizzato alle cellule adipose perché nulla venga sprecato.

In sintesi: se mangiamo senza aver fatto movimento, ciò che mangiamo è trasformato in grasso.

Se svuotiamo periodicamente le scorte di zuccheri, o mangiamo a sufficiente a distanza tra un pasto e l’altro, invece, le cellule adipose non verranno riempite.

Tutto ciò funziona bene se le quantità di cibo assunte sono proporzionate ai nostri fabbisogni e se il loro assorbimento è lento e graduale.

Oggi purtroppo gli zuccheri raffinati e a immediata assimilazione sono presenti in moltissimi nostri cibi e poiché il nostro cervello paleolitico cerca sempre i cibi a più alto carico energetico, alla fine una gran parte del nostro cibo quotidiano è alterata da zuccheri e dolcificanti di ogni genere.

Caffè e tè zuccherati, gelati, marmellata, cioccolatini, biscotti, cereali per la colazione, bibite gassate, succhi di frutta e anche le conserve di piselli e pomodoro, sono notevoli fonti di zucchero aggiunto e sono in grado di provocare notevoli scompensi glicemici nel nostro organismo.

La risposta immediata è un forte picco insulinemico, come se ci si trovasse di fronte a un insulto o a un veleno, che esalta gli effetti immediati di accumulo che l’ormone ha nei confronti delle cellule e in breve tempo si ha una risposta talmente intensa da lasciare il sangue addirittura impoverito di zuccheri.

Questo impoverimento (ipoglicemia reattiva) genera un immediato senso di fame e debolezza, d’irritabilità che porta a cercare cibo per riportare gli zuccheri del sangue a livelli basali.

Ma se il cibo che mettiamo in bocca è ancora a base di zuccheri (che è quello che avviene nella maggior parte dei casi) o a base di farine raffinate (biscottini, pane, merendine), saremo daccapo e ripartirà un nuovo su e giù zuccherino e insulinico che non farà altro che aumentare poco per volta e sempre di più, l’infiammazione corporea e ci allontanerà sempre di più dal sogno di diventare mamma.

Come abbiamo già visto in precedenza, uno dei passi fondamentali per permettere di diminuire da subito l’infiammazione silente da cibo e ritrovare l’equilibrio psico-fisico, per poter pensare concretamente a una serena gravidanza, è il controllo della resistenza insulinica.

Per questo è di fondamentale importanza capire perché lo zucchero sia un elemento infiammatorio per il nostro organismo e perché l’infiammazione può spesso bloccare la ricerca attiva di un bambino.

Al tuo sogno di diventare mamma….

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