LA DIETA IPOCALORICA RIDUCE LA FERTILITA’: ECCO LE PROVE SCIENTIFICHE – Gravidanzafacile | Scopri cosa mangiare per aumentare la fertilità

LA DIETA IPOCALORICA RIDUCE LA FERTILITA’: ECCO LE PROVE SCIENTIFICHE

Desiderare di avere un bambino e riuscire a realizzare questo sogno non è sempre alla portata di tutti purtroppo.

Le soluzioni presenti al giorno d’oggi sono molteplici (FIVET, UI, ICSI….) ma agiscono tutte sul sintomo, ovvero sulla difficoltà ad andare incontro a una futura gravidanza…. e rappresenta un vero problema, un enorme problema.

Perchè?

Perché non agiscono mai sulla causa ma solo e unicamente sul sintomo tra l’altro con risultati alquanto discutibili e sicuramente non sempre soddisfacenti.

Infatti molto spesso in caso di difficoltà nel concepimento si ricorre a tecniche di fecondazione assistita più o meno avanzate, dove accanto alle speranze di riuscire a coronare il sogno di avere un bambino, ci possono essere anche numerosi effetti collaterali e difficoltà.

Quando durante le prime visite in ospedale, vengono verificate anche le misure antropometriche (peso, altezza, indice di massa corporea – BMI) alla donna in caso di Indice di massa corporea eleveato (BMI) viene a volte consigliato di perdere un po’ di peso, in quanto l’eccesso di massa grassa è uno dei fattori negativi che possono incidere negativamente sulla ricerca di un sano a naturale concepimento.

Niente di più vero se non che spesso l’indicazione che viene data è quella di “moderare le porzioni e le quantità di cibo durante i pasti” e di seguire possibilmente un PIANO IPOCALORICO.

Peccato che ….

Una dieta ipocalorica come già citato in questo articolo del NEJM (Michael W. Schwartz, MD, e Randy J. Seeley, Ph.D., N Engl J Med 1997; 336: 1802-1811) è vista come una minaccia alla nostra stessa sopravvivenza, poiché ci rende incapaci di consumare abbastanza calorie per soddisfare il nostro fabbisogno energetico giornalieri.

Il nostro corpo, associa all’insufficiente numero di calorie assunte, un segnale di carestia e quindi di PERICOLO.

Con una riduzione del consumo calorico ed energetico quotidiano, si va incontro a una perdita di MASSA MAGRA.

Con la perdita di massa magra, infatti, si altera il metabolismo basale che si riduce ulteriormente anche con l’ipocaloricità: questa riduzione comporta, poi, una riduzione in velocità nella perdita di grasso proprio per un mal funzionamento del metabolismo basale.

In uno studio pubblicato su JAMA, già diversi anni fa (Thomas Wadden, PhD; Gary D. Foster; Kathleen A. Letizia; et al James L. Mullen, MD, JAMA. 1990; 264 (6): 707-711) si è visto che seguendo diete ipocaloriche da 1220 e da 420 kcal, il metabolismo basale dei pazienti arruolati nello studio, calava in 5 settimane il doppio rispetto alla percentuale di peso persa.

Ovvero: calo di peso del 10% = calo del metabolismo basale del 20%.

Questo ci fa capire che nella donna che sta cercando di avere un bambino, perdere massa muscolare in seguito ad una dieta ipocalorica, significa RINUNCIARE a impiegare parte dell’energia derivante  dall’alimentazione, per svolgere le funzioni riproduttive, sopprimendo la funzione gonadica.

Ricordiamo che le gonadi hanno l’importante funzione di secernere i gameti – ossia le cellule sessuali per la riproduzione – e gli ormoni sessuali – necessari allo sviluppo dei caratteri sessuali secondari e al controllo dell’apparato riproduttore.

Altro aspetto da considerare è che sottoalimentarsi vuol dire ridurre il metabolismo basale e anche le funzioni organiche, in particolar modo la funzione tiroidea che risulta essere l’interruttore principale della FERTILITA’.

Infatti una tiroide scarsamente attiva, può essere associata a un incremento di peso progressivo, indipendentemente da quanto sia sana e bilanciata l’alimentazione.

I valori di colesterolo possono aumentare perché il corpo non può metabolizzare correttamente i grassi e la digestione pigra, causerà costipazione. C’è spesso una stanchezza latente che le accompagna sempre indipendentemente dal sonno ristoratore o meno e spesso vi è un minore interesse verso l’atto sessuale. Potrebbero anche insorgere gonfiore e ritenzione idrica.

Questi sono solo alcuni dei sintomi più comuni che un paziente affetto da un rallentamento tiroideo può presentare.

Come fare allora per poter migliorare la fertilità senza sopprimere il metabolismo e quindi le funzioni organiche?

  • Colazione ricca: la prima colazione è un pasto importantissimo perché fornisce il primo segnale metabolico di attivazione dell’organismo mediato dalla leptina. Essa è un ormone prodotto dagli adipociti (cellule del tessuto adiposo) che lancia il segnale di sazietà al nostro organismo. Saltare la colazione o consumarne una troppo leggera significa invece fornire all’organismo un segnale di cautela e prudenza, che si trasforma ben presto in un rallentamento metabolico, spostando l’attitudine naturale del corpo dal consumo all’accumulo. L’altra importante funzione di una prima colazione fatta in modo sano e bilanciato, è quella di inibire la produzione di citochine pro-infiammatorie che inciderebbero, nel medio e lungo periodo, anche sulla tua fertilità.

  • Pasti normo-calorici e normo-proteici: in tutti i pasti devono essere sempre presenti sia i carboidrati che le proteine nelle giuste quantità, per evitare picchi di iperglicemia e conseguente ipoglicemia reattiva che si verificherebbero in seguito a dei pasti a base di soli carboidrati che infiammano il corpo, rallentano il metabolismo e influiscono negativamente sulla fertilità di coppia.

  • Praticare attività fisica in modo piacevole e costante: l’esercizio fisico ha molti vantaggi per la coppia che sta cercando di concepire, in particolare perché rafforza il loro organismo, ossigena i tessuti, pulisce il corpo dalle tossine accumulate nel corso degli anni e allevia le tensioni che potrebbero bloccare il concepimento.

Naturalmente fare troppo esercizio fisico o praticarlo in modo non costante, è controproducente.

Per questo motivo fai esercizio fisico con attenzione e intelligenza, scegliendo un’attività che possa aiutarti a ritrovare il tuo equilibrio interiore, nutrendo corpo e mente. Sicuramente una passeggiata di almeno un’ora al giorno a passo veloce (2-4 volte alla settimana) riduce gli indici infiammatori, migliora l’utilizzo periferico dell’insulina, ottimizza il metabolismo basale, aumenta la concentrazione dell’ormone leptina e riduce quelli della grelina (che accresce l’appetito per i cibi grassi e dolci), stimola la produzione di endorfine che sono molecole estremamente positive che agiscono a livello psicologico, facendo “ridere la mente”.

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