Sensibilità al glutine: fattore di rischio per la fertilità - Gravidanzafacile | Scopri cosa mangiare per aumentare la fertilità

Sensibilità al glutine: fattore di rischio per la fertilità

sensibilità al glutine

La maggior parte dei cittadini middle-europei basa la loro alimentazione giornaliera, sull’utilizzo di prodotti da forno e alimenti lievitati.

Infatti, se analizziamo una giornata alimentare di un italiano medio, scopriamo che spesso non fa la prima colazione perché è di fretta oppure la fa in modo molto fugace con un caffè zuccherato sorseggiato in piedi e al massimo un paio di biscotti o una brioches al bar.

Pranzo in ufficio o con i colleghi dove si sceglie un primo piatto con verdure di contorno e cena abbondante da condividere con i propri cari con un corposo piatto di pasta, una bistecca e della verdura.

Da questo emerge che mediamente la nostra alimentazione quotidiana è oltre che ipoproteica nella maggior parte dei casi, anche prettamente a base di lieviti e di frumento (pane, biscotti, pasta, formaggio).

Trasmettendo sempre lo stesso “messaggio alimentare” al corpo, con biscotti al mattino, pasta e pane a pranzo e pane e formaggi a cena, il corpo risulterà giorno dopo giorno intossicato da queste sostanze.

La realtà clinica e la ricerca hanno già consentito di capire che qualsiasi cibo può provocare in persone sensibilizzate, la produzione di citochine e sostanze infiammatorie che provocano tutta la sequenza di sintomi che possono incidere sia sul sistema immunitario sia su quello ormonale, andando a interferire anche con la fertilità.

“L’infiammazione è il grande nemico della fertilità. Su un campo in fiamme non si semina

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Una donna si accorge di essere infiammata, quando il corpo inizia a mandare dei lievi messaggi durante il giorno, quando magari mangiando quel particolare alimento, avverte gonfiore, mal di pancia, mal di testa, pesantezza e difficoltà digestive oppure anche nei casi dismetabolici cioè nei casi in cui la donna sia in

sovrappeso o obesa o abbia una condizione di iperglicemia latente.

In tutte queste situazioni noi abbiamo un tessuto adiposo aumentato e oggi sappiamo che la cellula adiposa è una centrale endocrina e una grande produttrice di molecole infiammatorie.

Quindi la donna in sovrappeso o obesa non è solamente una donna che ha un problema estetico ma prima di tutto è una donna che ha dei problemi di salute, perché con questa aumentata infiammazione, si ha una riduzione netta della fertilità.

Le ipersensibilità alimentari non adeguatamente gestite per permettere di recuperare la tolleranza immunologica, possono portare a delle carenze di vitamina D e K, di ferro, di acido folico e di altri oligoelementi essenziali e, nei casi più gravi, tutto questo potrebbe danneggiare le ovaie e causare infertilità.

Teniamo presente che circa il 50% della popolazione soffre di questi problemi ma nel 20% dei casi non se ne è consapevoli e non si hanno sintomi conclamati.

Quindi ancora una volta è bene ascoltare i messaggi che ci invia il corpo, giorno dopo giorno.

Dato che la frequenza di sindromi infiammatorie dovute a una reazione da lieviti e sostanze fermentate e da frumento, è in continuo aumento, è bene tenere in considerazione quest’aspetto per gestire al meglio e migliorare la fertilità, riducendo l’infiammazione da cibo.

A tal proposito è stato effettuato nell’Aprile 2014, uno studio molto interessante, presente sulla rivista ArqGastroenterol. in cui si andava a verificare la relazione tra celiachia e infertilità.

In questo studio sono stati estratti tutti i dati e le ricerche effettuate tra il 1996 e il 2013 su diverse riviste di settore specializzate.

Sono stati analizzati i risultati di due tipi di prove differenti: la valutazione del rischio d’infertilità nei soggetti con malattia celiaca già diagnosticata e non ancora diagnosticata in soggetti con una diagnosi d’infertilità.

La ricerca ha prodotto 413 studi potenzialmente rilevanti per la revisione, 12 dei quali sono stati infine inclusi per l’analisi.

Una significativa associazione è stata trovata tra le donne con una diagnosi di infertilità e malattia celiaca non diagnosticata

Se si considerano gli studi che valutano la presenza d’infertilità in soggetti con malattia celiaca già diagnosticata, non sono state rilevate differenze significative tra i pazienti celiaci e i soggetti di controllo [OR 0.99 (0.86-1.13)].

In conclusione la malattia celiachia non diagnosticata o GlutenSensitivity è un fattore di rischio per l’infertilità. 

L’ adozione di una dieta di rotazione priva di glutine potrebbe avere un impatto positivo sulla fertilità ma attenzione a non eliminare a prescindere dei gruppi alimentari per lungo tempo.

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