Tiroide: l'interruttore della tua FERTILITA' - Gravidanzafacile | Scopri cosa mangiare per aumentare la fertilità

Tiroide: l’interruttore della tua FERTILITA’

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Quando leggo i valori della funzionalità tiroidea per capire il legame tiroide fertilità, sull’esito degli esami del sangue, vedo i dati relativi al TSH e FT3 e FT4.

Che significano queste sigle?

L’attivazione tiroidea dipende da una cascata di stimoli che partono dall’ipotalamo, il cui effetto è quello di far produrre ormone tiroideo attivo (FT3) alla tiroide.

L’ipotalamo secerne TRH (ormone di rilascio del TSH) che arriva all’ipofisi dove appunto avviene il rilascio di TSH (ormone tireostimolante).

Il TSH giunge finalmente alla tiroide che secerne molecole iodate chiamate T3 e T4.

Poiché queste molecole si legano in parte all’albumina o ad altre specifiche proteine, all’analista interessa sapere quale sia la frazione libera (free) di T3 e T4, ovvero FT3 e FT4.

Tra queste la più stabile è l’FT4 ma la più attiva è la FT3, i cui livelli ci dicono se la tiroide sta lavorando bene oppure no, in funzione della correlazione di questi dati con il valore di TSH.

 

A volte quando i valori di FT3, FT4 e TSH sono nella norma (rispetto ai valori di laboratorio) ma tendenti verso il basso, nelle pazienti che seguo, si verifica spesso un incremento di peso progressivo, indipendentemente da quanto sia sana e

bilanciata la loro alimentazione.

Quello che spesso accade è che i valori di colesterolo aumentano perché il corpo non può metabolizzare correttamente i grassi e la digestione pigra, causerà costipazione.

C’è spesso una stanchezza latente che le accompagna sempre indipendentemente dal sonno ristoratore o meno e spesso vi è un minore interesse verso l’atto sessuale.

I capelli secchi potrebbero assottigliarsi e cadere e le unghie sono spesso fragili.

Potrebbero anche insorgere gonfiore e ritenzione idrica. Potrebbe anche essere più difficile mantenervi mentalmente e fisicamente in forma, poiché l’ipotiroidismo può avere come effetto la depressione, la confusione e la perdita di attenzione.

Questi sono solo alcuni dei sintomi più comuni che un paziente affetto da ipotiroidismo può presentare.

Ma chi di noi non ne ha sperimentato almeno qualcuno di questi sintomi?

 

tiroide e fertilità

Questo vuol dire che tutti noi abbiamo una tiroide ipofunzionante?

È molto difficile rispondere a questa domanda. Questi stessi sintomi possono essere causati da innumerevoli altre condizioni che vanno dall’anemia alla sindrome premestruale, dalla depressione alla fatica cronica, dai problemi

immunitari a quelli digestivi.  Ricercare l’origine di questi problemi può trarre in inganno ed essere frustrante sia per il medico sia per il paziente.

A volte il medico non ha abbastanza tempo o interesse o immaginazione per approfondire i disturbi lamentati dal paziente.

Ciò che frustra maggiormente una paziente è sapere che qualcosa non va ed essere comunque ignorato dal medico.

È uno scenario complesso: il medico prescrive un emocromo completo (esame del sangue) e quando i risultati rivelano valori normali o nella media, il paziente è dichiarato sano e gli è detto di smettere di lamentarsi per niente.

Il problema è che i sintomi del paziente non sono correlati con i risultati delle analisi del sangue.

 

Quindi chi abbiamo in cura? Il paziente o le sue analisi del sangue?

 

Quando i risultati sono al di fuori di questi parametri, sono considerati prova di una patologia o di una malattia. Ma c’è anche un altro modo di interpretare questi risultati.

Spesso spiego ai miei pazienti che piuttosto che soffermarci sui parametri di laboratorio e considerarli come unica verità assoluta, è meglio cercare una situazione ideale e ottimale.

Possiamo superare un esame al 60 o al 98 per cento. Rientrano entrambi nei valori standard ma dove preferiremmo stare?

Vogliamo che la nostra salute sia eccellente!

Per me i sintomi dei pazienti sono fondamentali cosi come il fatto di capire e comprendere la loro alimentazione, per poterli guidare passo dopo passo nel cammino che li condurrà al concepimento.

Quando un paziente arriva nel mio studio e riporta come principali sintomi la difficoltà nel concepire dopo 1 o 2 anni di tentativi, al fianco di sintomi quali eccessivo affaticamento, incapacità di concentrarsi e stanchezza sempre presente,

spesso chiedo se ha mai fatto degli approfondimenti e delle analisi ematiche per verificare il funzionamento tiroideo.

Infatti sono sintomi tipici di un soggetto che potrebbe soffrire di ipotiroidismo senza nemmeno saperlo.

A volte dopo gli esami del sangue è normale osservare dei valori di ormone T3 bassi anche se i valori dell’ormone T4 e del TSH sono normali.

 

Questo può essere il caso in cui dagli esami del sangue tutto appare nella norma mentre questo può essere considerato un caso d’ipotiroidismo subclinico.

In questo caso può esser utile un’integrazione con una dose molto bassa di estratto tiroideo, contenente un’associazione di T4 e T3.

Riporto quest’aspetto perché è importante sapere e ricordarsi che i problemi della tiroide possono contribuire all’infertilità ma spesso si tende a trattare la tiroide solo quando si ha la prova clinica che non stia funzionando

correttamente.

Quindi prima di sottoporci alla fecondazione assistita con i suoi risvolti emotivi e psicologici (ricorda la testimonianza di Cristina CHE TROVI SUL LIBRO DELLE TESTIMONIANZA CHE PUOI RICHIEDERE DIRETTAMENTE DA QUI )

e del paragone del trattamento della donna come se fosse in una catena di montaggio) dobbiamo necessariamente

considerare questa e altre cause.

 

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